Identikit di un mediatore: Orsola Arianna

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ORSOLA ARIANNA
Orsola Arianna, nata a?

Milanese verace per un quarto e per i restanti tre quarti milanese di seconda generazione: mezza meridionale e mezza settentrionale.

Professione?

Non so rispondere! Posso dire di sentirmi mediatrice ma non sono sicura che sia stata ancora recepita come professione.

Ti occupi di mediazione perché:

è un’indole naturale. Lo sapeva bene mio padre che mi sollecitò a seguire questa strada. Lui era conciliatore e poi fece il corso per mediatore.

La vicenda più curiosa che ti è capitata in mediazione:

durante un incontro conclusivo, in cui le Parti avrebbero dovuto sottoscrivere l’accordo, veder comparire una Parte con un nuovo avvocato che era convinto di essere al primo incontro. Nello stupore generale, che stava cedendo all’irritazione degli altri presenti, mi è scappata un’espressione che ha rotto la tensione provocando il riso generale. Non sapevo se essere imbarazzata per la mia uscita o contenta. Ho riappeso tutti i cartelloni degli incontri precedenti riassumendo i tre mesi di trattative tra le Parti. L’avvocato ha guardato il suo cliente e gli ha chiesto cosa pretendesse da lui di diverso dal risultato raggiunto.

Hai avuto paura quando:

gli avvocati di due parti hanno iniziato a litigare spingendosi col petto, nello stupore generale. Ero l’unica donna con sette uomini. Mi sono alzata dicendo che una simile scena l’avevo vista solo sul National Geographic e ho descritto il combattimento dei trichechi con tanto di mimica e versi. Si sono ricomposti nelle risatine generali. La cosa incredibile è che hanno raggiunto l’accordo e mentre verbalizzavo hanno iniziato a parlare di auto e Formula 1!

La delusione più significativa è stata:

un infortunio da cui poi ci siamo rimessi quando in una mediazione molto complessa con otto fratelli, e durata diversi mesi, le parti hanno deciso di sottoscrivere l’accordo al di fuori della mediazione. Anche questa decisione è stata discussa in mia presenza. Mi hanno chiesto di potersi trattenere dopo la sottoscrizione del verbale di mancato accordo e utilizzare la sala per la stesura e sottoscrizione della transazione. Non ho acconsentito spiegando, con garbo, le ragioni.

La soddisfazione più grande, in mediazione, l’hai avuta quando:

in ambito di una mediazione per grave sinistro stradale occorso ad un ragazzino si è aperto un dialogo tra i genitori della vittima e i rappresentanti della compagnia di assicurazione, a loro volta genitori di ragazzi di pari età. E’ stata una mediazione complessa con sessioni separate anche con i soli avvocati per far comprendere loro come fosse evidente il bisogno dei genitori della vittima di non parlare semplicemente del risarcimento ma del figlio e dell’impatto che la disgrazia aveva sulle loro vite. Gli avvocati si sono fatti da parte permettendo che il confronto avvenisse su un piano umano, di emozioni e comprensione. Hanno raggiunto un accordo lavorando insieme ed esplorando, oltre alle questioni economiche, anche altre soluzioni. Sono passati più di dieci anni ma è in assoluto la mediazione che più mi ha fatto stare bene e dato un senso al mio lavoro.

Una cosa che vorresti migliorare di te stessa come mediatrice:

ce n’è più di una per questo sento la necessità di continuare a formarmi, superando di gran lunga l’obbligo formativo biennale. Per lo stesso motivo amo i tirocini perché mi danno l’occasione di imparare dai colleghi e di avere, a mia volta, colleghi che mi osservano e danno utili restituzioni

Gli avvocati in mediazione sono:

fondamentali. Sia nel bene che nel male. Quando sono consapevoli dell’opportunità che offre la mediazione, il loro supporto e le loro competenze sono indispensabili alla buona riuscita della mediazione. Quando sono avversi, non c’è buona arte che il mediatore possa mettere in campo.

I magistrati per la mediazione sono:

buoni promotori della mediazione se rispettosi di spazi e competenze del mediatore. Involontari guastatori quando emettono ordinanze che entrano troppo a gamba tesa nella mediazione

La qualità media della mediazione in Italia oggi è:

migliorabile

Tra dieci anni la mediazione in Italia sarà:

gli interventi normativi la stanno rendendo più specialistica e più giurisdizionalizzata. Starà ai mediatori non imbrigliarla in formalismi e non snaturala nella sua essenza.

Un libro che suggeriresti a chi vuole avvicinarsi alla mediazione è:

immodestamente avendovi contribuito, 101 casi di ADR di Giuffrè che, per l’appunto, raccoglie lo svolgimento di 101 procedure di ADR descritte da chi vi ha partecipato. Il lettore diventa diretto spettatore di quanto si consuma nella stanza della mediazione (e in altre procedure conciliative).