Conosciamo l’Associazione Nazionale Mediatori Professionisti: intervista a Pietro Beretta Anguissola

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Photo by Federico Respini on Unsplash

Nata nel 2019, l’Associazione Nazionale Mediatori Professionisti (ANMP) è un soggetto nuovo nel mondo dell’ADR italiane ma inizia a qualificarsi come uno di quelli più interessanti e innovativi. Blogmediazione ha incontrato il presidente di ANMP, Pietro Beretta Anguissola.

Il primo quesito è d’obbligo: perché dare vita ad un’associazione di mediatori?

L’idea è nata spontaneamente da alcuni colleghi mediatori, animati dalla passione per la mediazione.
L’attività del mediatore è una specifica attività professionale. Il mediatore deve essere un professionista che abbia precise caratteristiche tecniche che gli consentano di dare un significativo apporto al tentativo di mediazione.
Nel panorama italiano mancava un’associazione come ANMP che mirasse a sottolineare l’autonomia professionale del mediatore.
Ogni volta che si svolge una mediazione, ci deve essere come mediatore, un soggetto, professionista autonomo, con precise competenze tecniche e professionali.

Quali sono gli aspetti che caratterizzano maggiormente l’ANMP?

ANMP vuole essere un fenomeno che si origini dal basso, nel senso più nobile della parola, che parta dai singoli mediatori che quotidianamente, con mille difficoltà, animati spesso dalla passione più che dalla legittima aspirazione economica, svolgono la propria attività. ANMP vuole rappresentare, a livello nazionale, lo strumento che dia voce alle prassi sviluppate nei singoli territori, costituendo, al contempo, una rete permanente di confronto tra tutti gli associati mediatori professionisti

Guardando i soci dalla pagina del vostro sito, emerge una chiara maggioranza di mediatori provenienti dal mondo legale. C’è una volontà di promuovere la mediazione come un’attività principalmente riservata agli avvocati?

No, il mediatore professionista costituisce una categoria professionale autonoma, distinta dalle classiche professioni intellettuali.
E’ una nuova professione anche se, ovviamente, la propria matrice professionale può costituire criterio di individuazione delle materie specifiche di competenza.

Che ruolo può svolgere l’ANMP per migliorare il livello qualitativo dei mediatori in Italia?

Si ritiene che il confronto tra mediatori sulla base delle esperienze fatte, insieme all’individuazione di specifici percorsi formativi teorici ma soprattutto pratici, possa costituire uno strumento utile per il miglioramento del livello professionale dei mediatori.

Per concludere, quali sono le iniziative che avete in animo di realizzare?

In primo luogo proseguire nell’attività di presentazione dell’ANMP in tutto il territorio italiano, mediante eventi in video-conferenza calibrati sulle singole realtà locali.
Confrontarsi con le Istituzioni per sollecitare una riforma della mediazione che superi le attuali criticità ed estenda la mediazione, con un sempre maggiore riconoscimento dell’autonomia professionale del mediatore

 

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