Imparare e insegnare la mediazione: l’esperienza dell’Università di Trento

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In genere i testi che si occupano di mediazione tendono a rientrare in due categorie. Alla prima appartengono quelli focalizzati sugli aspetti teorici, astratti e, talvolta, normativi. Nella seconda si trovano, invece, pubblicazioni che si concentrano sulla pratica, frutto dell’esperienza vissuta in prima persona dall’autore.

Come ovvio entrambe hanno pregi e limiti. Appare lodevole il fatto che qualcuno cerchi di costruire un ponte tre queste due aree, scrivendo un testo che provi a unire riflessione teorica ed esperienza concreta. E’ il caso di una pubblicazione collettanea curata Silvana Dalla Bontà, docente presso l’Università di Trento dal titolo “Le parti in mediazione: strumenti e tecniche. Dall’esperienza pratica alla costruzione di un metodo”. Il testo è in Open Access, scaricabile gratuitamente.

L’opera merita una segnalazione perché raccoglie numerosi spunti prodotti da esperti, ricercatori, mediatori e studenti, tutti in una qualche misura coinvolti nell’esperienza che l’università trentina ha accumulato anche partecipando a iniziative formativo-competitive come la ICC Mediation Competition di Parigi e la CIM-Competizione Italiana di Mediazione.

La maggior parte degli interventi avvicina il lettore neofita alle basi della mediazione e agli strumenti che il mediatore e le parti hanno a disposizione per gestire efficacemente il conflitto. Allo stesso tempo, però, il testo contiene indicazioni per chi la mediazione voglia insegnarla a studenti (universitari e non) e trarre utili spunti da chi ha già percorso, con notevole successo, questa strada. Per questa ragione il pubblico potenziale di lettori è molto ampio perchè coinvolge sia l’avvocato che voglia saperne di più che il docente interessato a lavorare con gli studenti su materie che, pur non nuove, sono di certo ancora meno coltivate in ambito universitario di quanto si dovrebbe.

La scelta degli atenei di partecipare a questi percorsi di formazione e competizione, va detto, inizia a diffondersi in Italia. Tra i casi di successo ricordiamo le università milanesi di Milano e Bicocca e quella di Firenze, tutte e tre partecipanti in più edizioni sia alla competizione parigina che a quella milanese e, solo per brevità, taccio dei molti altri esempi positivi. La cosa che oggi distingue Trento è di lasciare una testimonianza scritta di questa esperienza che diventa anche libro di istruzioni utile per i partecipanti alle future edizioni di queste competizioni.

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