Mediazione e IP: camera con vista su una relazione iniziata 5 anni fa

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di Cristina Bianchi*

Gli affezionati lettori di questo blog forse ricorderanno che nel 2014 la sottoscritta aveva partecipato alla prima edizione assoluta della Conferenza che, quest’anno, ha finalmente visto la sua seconda puntata, lo scorso 30 e 31 maggio 2019.

È doveroso fare qualche breve premessa. Innanzitutto, per IP intendiamo anche questa volta la Proprietà Intellettuale, ovvero la protezione delle creazioni dell’intelletto umano (marchi, brevetti, diritto d’autore).

Inoltre, il connubio tra mediazione e IP non è ancora del tutto scontato, come illustrato nei miei precedenti contributi su questo blog.

A proposito dell’accoppiata, e a conferma della sua non scontatezza, mi pare doveroso riportarvi l’arguto commento fatto dall’illustre ospite Avi Schneebalg, durante il discorso da questi tenuto nel corso della cena del 30 maggio, alla presenza di tutti gli oltre 200 partecipanti alla Conferenza, provenienti da tutto il mondo.

Per quanto mi riguarda, Avi ha colto perfettamente nel segno, facendomi sentire del tutto compresa e regalandomi in maniera totalmente inaspettata, quella meravigliosa sensazione di accoglienza che solo l’empatia sa produrre, quando, rivolgendosi agli ospiti, seduti ai tavoli elegantemente apparecchiati, ha confessato di sentirsi come a un banchetto nuziale, al quale erano stati invitati sia gli amici e i parenti dello sposo (l’IP), sia quelli della sposa (la mediazione), sia quelli di tutti e due (ossia quelli che, come me, appartengono a entrambi i settori).

Infine, quest’anno la Conferenza è stata ospitata dall’EUIPO, l’istituzione presso la quale si depositano le domande di marchi dell’Unione Europea e dei design comunitari, situata ad Alicante.

Per avere un assaggio della vista che può avere dal proprio ufficio chi lavora presso l’EUIPO, potete guardare la foto che ho scattato da una delle sue terrazze, durante una pausa della Conferenza.

Per avere, invece, una panoramica di cosa sia successo in questi ultimi cinque anni, siamo tutti venuti ad Alicante e abbiamo ascoltato istituzioni e mediatori condividere la propria esperienza.

Questo è il programma, molto ambizioso, della Conferenza, con la lista dei numerosi relatori internazionali.

“Commitment, perseverance, creativity”, ecco le caratteristiche di chi ha fatto della mediazione il proprio mestiere, inclusi gli enti che la amministrano, secondo James South, uno dei primi speakers della Conferenza, managing director di CEDR.

Coinvolgente l’esperienza di Rachel Jones, che ha investito sulla creazione di “Totseat”  , un oggetto che può cambiare la vita delle mamme alle prese coi pasti dei propri figli più piccoli. Gli ingenti investimenti da lei fatti in titoli di IP rischiavano di essere gettati al vento, per l’effetto delle copie del suo prodotto che hanno cominciato a circolare sulle piattaforme online, ad opera di contraffattori cinesi. Il suo ottimismo e l’abile intervento di una mediatrice cinese le hanno permesso di risolvere brillantemente il problema e di fondare una nuova società (Snap Dragon Monitoring Ltd.) per aiutare altre piccole e medie imprese a difendersi dalle contraffazioni online.

José Checa, della multinazionale Nestlé ci ha poi spiegato che alla base di sane relazioni commerciali vi è, per sua esperienza diretta di manager, anche la mediazione, che è stata inserita, per questo motivo, anche tra le clausole che disciplinano i più recenti accordi conclusi tra  Nestlé e Starbucks, per la distribuzione di prodotti.

Non potevano mancare gli attualissimi interrogativi su blockchain, smart contracts e Intelligenza Artificiale, in particolare, ci si è chiesti se un robot potrà mai davvero sostituire anche un mediatore.

Tra gli interventi si è parlato anche della prossima introduzione della mediazione obbligatoria in Grecia (anche per la materia IP), che ha subito un ritardo a causa della forte opposizione della categoria forense.

Riporto il pragmatico commento di Nadja Alexander, (Singapore Management University), direttore della Singapore International Dispute Resolution Academy, che ci ha ricordato che i clienti (di avvocati e consulenti) non sono interessati al diritto, ma alle soluzioni.

Tra i relatori c’era anche la nostra Prof.ssa Paola Lucarelli, che ci ha parlato del suo progetto fiorentino, che riguarda l’affiancamento di studenti adeguatamente preparati e selezionati ai giudici, per il deferimento di un numero sempre maggiore di casi alla mediazione delegata.

Molti di noi hanno poi appreso, grazie a George Lim, che nel prossimo mese di agosto verrà messa alla firma la Convenzione di Singapore, che riguarda un regime internazionale per l’esecuzione degli accordi di mediazione simile a quello previsto dalla Convenzione di New York del 1958 per l’esecuzione dei lodi arbitrali.

Infine, una buona parte della Conferenza è stata dedicata all’esplorazione del delicato tema dell’influenza del mediatore sulle parti, ma questo meriterebbe un approfondimento a parte.

Salendo venerdì pomeriggio sull’aereo che mi avrebbe riportata a Milano mi sono chiesta perché, nemmeno questa volta, io non abbia deciso di fermarmi per il weekend ad Alicante dopo la Conferenza, magari a fare un bagno e prendere un po’ di meritato sole.

Per consolarmi, ho pensato agli ultimi due giorni, trascorsi in compagnia di centinaia di sostenitori della mediazione, sparsi in tutto il mondo, e alla prossima edizione.

*Consulente in Proprietà Intellettuale, Mediatore

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