Il Paese dove tutto finisce in Tribunale

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Tribunale di Alessandria, dettaglio (settembre 2018)

Un’approfondita riflessione di Marco Marinaro sulla mediazione è stata recentemente pubblicata sul sito www.judicium.it. Volentieri la rilanciamo qui su Blogmediazione.

L’infaticabile Marco si è prodotto in un’attenta analisi dell’evoluzione delle ADR in Italia negli ultimi anni, dei risultati ottenuti e delle prospettive future. Servirà da spunto per il legislatore? Va intanto apprezzato il fatto che l’intervento sia ospitato da un sito così prestigioso destinato ad un pubblico di processualcivilisti, una categoria di persone che fino a qualche decennio fa avrebbe faticato non poco a considerare la mediazione come strumento di studio. Già questo, si per sé, è un gran risultato.

Buona lettura.

 

 

1 COMMENTO

  1. Mi permetto richiamare il paragrafo 18, che ritengo il più innovativo, tra quelli presenti nell’articolo di Marco Marinaro, paragrafo dedicato al comparto dove la mediazione ha meno successo, il bancario.
    Il sistema ABF / ACF ha un costo (è la prima volta che se ne parla), che grava sugli intermediari; la mediazione (aggiungo) grava sugli organismi di mediazione e … sui mediatori !
    Asimmetria tra il sistema ABF / ACF e mediazione: nel primo gli intermediari sono obbligati a partecipare, nel secondo no. Secondo Marinaro, “de jure condendo”, la partecipazione degli intermediari ai tavoli mediativi dovrebbe essere assicurata normativamente e vigilata dalla Banca d’Italia.
    I NPL “non performing loans” vengono ceduti a prezzi irrisori, mentre un uso dei metodi negoziali permetterebbe di valorizzarli. E, aggiungo, permetterebbe di prevenire gli effetti altamente distorsivi connessi al non adeguato uso degli indici di allerta presenti nel Codice della Crisi d’impresa e dell’Insolvenza, di prossima introduzione nell’ordinamento giuridico italiano al posto del Diritto Fallimentare.

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