Decreto Pillon: due (diversi) spunti di riflessione

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Photo by Kelly Sikkema on Unsplash

E’ stato pubblicato il Disegno di legge in tema di “Norme in materia di affido condiviso, mantenimento diretto e garanzia di bigenitorialità”, mediaticamente noto come Decreto Pillon.

Andando a toccare temi così sensibili e divisivi come la famiglia, la separazione dei coniugi e la tutela dei figli minori, il Decreto ha subito acceso forti proteste, subito diffusesi nella rete.

Suggerendo una preventiva lettura del testo del DDL, proponiamo due interventi di segno opposto sul tema, così da mettere sul tavolo qualche spunto di riflessione.

Il primo è a firma della Psicoterapeuta Costanza Jesurum (Sul Decreto Pillon), il secondo dell’Avvocato Marcello Adriano Mazzola (Affido condiviso, il ddl Pillon è un pericolo. Per le tasche degli avvocati).

E voi cosa ne pensate?

2 COMMENTI

  1. L’idea di una mediazione familiare obbligatoria (soprattutto per quanto attiene il pagamento) è sbagliata concettualmente. La mediazione non può nè deve essere in alcun modo obbligatoria. Sono invece d’accordo con l’idea di un incontro filtro (come accade nella mediazione civile e commerciale) in cui le parti possano valutare l’opportunità di una mediazione. E l’obbligo dovrebbe valere solo per questo primo incontro, a basso (o a nessun) costo.
    E se lo Stato avesse tanto a cuore il destino delle famiglie potrebbe destinare uno zero virgola di quanto spende in armamenti per gestire migliaia di conflitti domestici ogni anno.

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