Mediazione: una diversa realtà?

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di Giovanni Matteucci

Photo by Yeshi Kangrang on Unsplash

“… dopo 30 anni di attività e circa 4.000 mediazioni gestite, ad oggi riscontro:
“ 1 . Diminuzione dei tassi di successo …
“ 2 . Sclerosi della procedura : la rigidità è all’ordine del giorno e manca l’innovazione. La
sessione congiunta (quando c’è) è un rituale, seguita da offerte in genere ridicole e poco
pertinenti, con un qualche intervento del mediatore, a volte risolutivo, molto spesso inutile;
“ 3 . Pressione sulle tariffe … sempre più aggressiva …
“ 4 . Limitata partecipazione attiva delle parti : il più delle volte gli avvocati sconsigliano o non permettono ai loro clienti di parlare nella sessione congiunta di mediazione ed a volte nelle riservate; …..
“ 6 . Comportamento degli avvocati, che pensavo fosse andato in disuso 20 anni fa ….
“ 7 . Inconsistenti capacità negoziali …..
“ 8 . Fine del senso della dignità e del rispetto – forse è un segno dei tempi, basato sull’andamento della politica, ma pare che prevalga l’idea che in mediazione si ottengono
migliori risultati grazie a una totale mancanza di rispetto dell’avversario ….
“ 9 . … e i mediatori, di fronte a tutto ciò, sorridono ed accettano tutto; e ciò riflette la
situazione del mercato …. “.
Rick Weiler, mediatore in Ontario, in un post del 6.4.2018.

Mi ricorda il film “Noi credevamo” di Manlio Martone, sui sogni di quelli che, poi, la
propaganda avrebbe chiamato “eroi prerisorgimentali”.
Anche noi mediatori italiani, che ora ci crediamo, fra trent’anni faremo queste considerazioni?

1 COMMENTO

  1. RITORNO AL FUTURO
    .
    Quando ho letto il post di Rick Weiler, dell’Ontario, che descriveva una realtà poco appagante della mediazione nel suo territorio, mi sono chiesto: questo signore disegna una realtà quasi identica a quella italiana di oggi; noi mediatori italiani (che ci crediamo) ci stiamo impegnando molto con il rischio di ritrovarci, tra 30 anni, nella situazione attuale ?
    Oggi / 30 anni fa crediamo / credevamo di fare qualcosa di valido, ed un signore ci dice che, a 30 anni di distanza, potrebbe non cambiare nulla (come è successo nell’Italia post unitaria – “Tutto deve cambiare perché nulla cambi”).
    Cioè, “Noi credevamo” ed un per nulla allegro RITORNO AL FUTURO.
    .
    Uno dei suggerimenti indicato da Rick Weiler per contrastare tale situazione è “EDUCATION”; per quanto superfluo, seria. Proprio quello che è mancato in Italia nel periodo 2010 / 2011.
    .
    “Civil mediation, how to kick-start it; the Italian experience. The relevance of training”
    .https://www.academia.edu/35125411/ADR_Matteucci_2017.10.30_Civil_mediation_how_to_kick-start_it_the_Italian_experience._The_relevance_of_training

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