La proposta del Mediatore: gli effetti sulle parti e sulla mediazione

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A cura di Flavio Ratti, Avvocato e Mediatore

In questi ultimi anni ho fatto ricorso alla proposta del mediatore in svariate sedute ed ho rilevato che, ogniqualvolta il Mediatore ritiene di poter chiedere alle parti l’assenso alla formulazione della proposta ai sensi dell’articolo 11 DLgs 28/2010, si vengono a generare una serie di dinamiche che coinvolgono le parti.
Ho avuto modo di osservare che il fenomeno incide in maniera rilevante e positiva sul negoziato e che questo accade in almeno due momenti.
Il primo è quello in cui il Mediatore informa le parti della possibilità di chiedere congiuntamente la proposta.

Normalmente l’informazione viene data alla fine del processo negoziale, quando ormai le parti hanno deciso/si sono rassegate all’esito negativo della mediazione.
In questo preciso momento le parti, che per effetto dell’attività del Mediatore hanno lavorato sul negoziato, condividono solitamente frustrazione, la delusione del fallimento, la preoccupazione del futuro, l’ansia dell’azione giudiziaria imminente, ma soprattutto la consapevolezza di non disporre di altri strumenti che consentano la prosecuzione del negoziato. Non c’è più niente da fare. Di solito sono stanchi, dispiaciuti, delusi e… rilassati.
In questa calma emotiva apparente ho visto che l’ipotesi della proposta del mediatore sconvolge, allarma, agita. Si tratta di qualcosa di nuovo, inaspettato, che disorienta le parti e le costringe di nuovo a pensare anche solo all’opportunità di formulare la richiesta o meno. Si scatenano una serie di domande. È conveniente chiedere la proposta? E l’altra parte che farà? Se non fosse d’accordo? Manifesto debolezza se la chiedo? Cosa proporrà il Mediatore? E se non mi sta bene?

Anche solo fermandoci qui si capisce bene
come l’attività negoziale si sia rimessa in moto, pur limitatamente alla fase dell’accettazione dell’invito del Mediatore.
Da questo momento possono succedere tre cose:
1) Ok alla proposta
2) No alla proposta
3) Un momento che ci pensiamo….
Molto spesso è proprio il caso 3 che si verifica. Le parti hanno ricominciato a negoziare, con un atteggiamento diverso, più positivo, tanto che in molti casi si è trovato l’accordo grazie alla ventilata proposta che, pur rimanendo sullo sfondo della negoziazione, le ha fornito nuovi stimoli e prospettive.

Dal punto di vista del Mediatore si tratta di un successo importante. Contro ogni aspettativa ho trasformato la sconfitta negoziale in un nuovo negoziato e magari in un accordo.

Il secondo momento in cui la proposta produce effetti sulla mediazione è quello successivo alla richiesta congiunta ed in attesa della proposta.
Ho notato che in questa fase le parti, che teoricamente dovrebbero essere tranquille nell’attesa della proposta, condividono invece ansia e stress. Anche qui le domande si accavallano. Cosà proporrà il Mediatore? Mi andrà bene? Mi converrà accettare anche se la proposta non sarà del tutto soddisfacente? Che cosa farà l’altra parte? Se io rifiuto e l’altro accetta?

Sempre limitandoci a poche domande, ho rilevato in più occasioni che le parti, piuttosto che attendere passivamente la proposta, hanno attivato un negoziato diretto che ha portato a chiedere al mediatore di prolungare i termini della proposta fino ad arrivare a
presentare un loro accordo pur senza aver avuto la comunicazione della proposta.
Per il mediatore si tratta sempre di un successo perché ha comunque rimesso in moto il meccanismo negoziale che ha portato all’accordo.