Fuori dai debiti, in nome della legge

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sovraindebitamentoCosa succede quando i debiti diventano troppi?
Fino al 2012 la risposta per consumatori e piccoli professionisti era “tirare la cinghia” a vita, mentre le imprese potevano negoziare piani di rientro o chiedere fallimento e poi ricominciare.

Dopo, grazie alla legge 3 del 2012, si è iniziato a parlare di composizione della crisi. Per tutti.

Possiamo dire che si trova in sovraindebitamento chi, nonostante gli sforzi, non riesce più a sostenere i propri impegni economici e rimborsare finanziamenti o debiti.
Il sovraindebitamento può derivare, per esempio, da diversi acquisti rateizzati o da un imprevisto dovuto a questioni di mercato, di lavoro, familiari o di salute.

Nel 2016 a seguito di alcune modifiche normative e di un importante decreto attuativo, diversi enti pubblici hanno iniziato ad aprire gli OCC: Organismi di Composizione della Crisi da sovraindebitamento.

Un OCC quindi è il servizio offerto da un ente pubblico, imparziale e indipendente che può essere attivato su richiesta del debitore per accedere a una corretta informazione, un procedimento chiaro e una gestione della crisi efficace.

Poiché tra i presupposti di ogni soluzione sostenibile vi sono una gestione oculata delle risorse e un piano efficiente, le Camere di Commercio di Como, Lecco, Mantova, Milano, Monza Brianza, Pavia e Varese hanno deciso di mettere queste condizioni alla base del proprio OCC. (Il progetto di costituzione dell’organismo è stato coordinato da Unioncamere Lombardia con il supporto scientifico di ISDACI).

Infatti la struttura del servizio, che è aperta a nuove adesioni, è a rete: prevede un Organismo unico, un solo regolamento, un solo tariffario, un solo elenco di Gestori delle Crisi e una Segreteria diffusa in ogni territorio con una sede centrale presso la Camera Arbitrale di Milano.

I Gestori delle Crisi sono i professionisti (per lo più Commercialisti, Esperti Contabili o Avvocati) che affiancano il debitore.

Come si svolge concretamente la procedura?

Il primo passo è la presa di informazioni per inquadrare correttamente la situazione.
È comunque consigliato, per la miglior tutela dei propri interessi, di farsi assistere da un professionista di fiducia.
Il secondo passo è la raccolta di tutta la documentazione che riguarda i debiti, le spese e il patrimonio (per esempio contratti di finanziamento, bollette, atto di proprietà dell’auto…).
Il terzo passo è la presentazione della documentazione all’OCC (è disponibile un servizio web attraverso il quale è poi possibile monitorare gli avanzamenti della pratica).
Se la domanda risulta ammissibile un Gestore della crisi imparziale studierà approfonditamente il caso per cercare una soluzione che potrà poi essere sottoposta all’attenzione di un giudice per poi essere eseguita.

Quali sono i tempi?

All’interno della rete di questo OCC abbiamo stabilito che entro due mesi dal deposito deve essere stata individuata una soluzione praticabile. Una volta stabilito come gestire la crisi la persona che ha attivato il servizio, con il supporto dell’OCC e del Gestore, avrà un ruolo determinante per la raccolta della documentazione e per fornire garanzia di sostenibilità.
Quindi la tempistica della redazione del piano da presentare al giudice dipende anche dal debitore, per questo abbiamo detto che è consigliabile poter contare su un professionista di fiducia.

È una cosa facile?

No, perché affrontare una crisi non lo è mai. Ma facciamo di tutto perché sia una cosa fattibile.
Ogni soggetto coinvolto in questa procedura ha un ruolo importante, a partire dalla persona che valuta il proprio stato di indebitamento.
L’unica cosa che possiamo prometterci di fare è affrontare la crisi in modo responsabile.
E siccome c’è già notizia di persone che ce l’hanno fatta, è una sfida che va assolutamente colta.
Continua sulle pagine dedicate all’OCC del sito della Camera Arbitrale di Milano.

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