3/11/2015: la giornata della mediazione

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manodi Nicola Giudice

Accade che per giorni, e talvolta settimane, non venga organizzato alcun convegno, almeno non di quelli degni di nota. Poi, all’improvviso, nel volgere di una sola giornata, succede tutto. Martedì 3 novembre mi è capitato di essere coinvolto in ben tre eventi e, seppure con taglio, finalità e protagonisti diversi, mi sembrano tutti significativi e vorrei qui darne un breve conto.
Il primo, a dire il vero, non mi ha visto partecipare se non come entusiasta supporter a distanza. Proprio per questa ragione, tengo particolarmente a farne cenno. Si è trattato di una simulazione di mediazione organizzata presso l’Università di Milano Bicocca. Non è la simulazione, peraltro ottimo strumento divulgativo, né i relatori, tutti ottimi e apprezzati, ma la sede dell’evento a rappresentare una nota positiva. Mi pare rilevante che le università diano la giusta visibilità alla mediazione, istituto che, fino a non molto tempo fa, restava confinato fuori dall’accademia e lontano, troppo lontano, dagli studenti.
Fortunatamente le cose stanno cambiando. Per dirne una, nel 2016 saranno 16 le università che prenderanno parte alla Quarta edizione della Competizione Italiana di Mediazione (CIM): raddoppiate rispetto alle 8 della prima edizione del 2013. Perciò, anche se non ho avuto la fortuna di partecipare, rivolgo agli organizzatori i miei complimenti per l’iniziativa, augurando che se ne possano replicare altre quanto prima.

Il secondo evento si è svolto a Varese, presso la locale Camera di commercio. Anche qui, dovrei spendere molte parole per gli apprezzabili interventi dei diversi relatori e degli organizzatori, che hanno così dato il loro contributo all’annuale Settimana della conciliazione organizzata dal sistema delle camere di commercio italiane. Per brevità voglio ricordare il comportamento dei rappresentanti degli organismi di conciliazione forense di Varese e Busto Arsizio. Confesso che, dopo anni di proteste, ricorsi alla giustizia costituzionale e amministrativa, nasi arricciati e comportamenti talvolta irriguardosi (e mi fermo qui ma si potrebbe continuare…), temo sempre di dover ascoltare prese di posizione piuttosto “forti”. Invece, gli interventi, oltre ad essere stati brillanti e coinvolgenti, sono stati connotati da lucida attenzione e sincero interesse nei confronti della mediazione. Ripropongo le parole del Segretario Generale di della Camera di commercio di Varese, Mauro Temperelli, che ha ribadito come il compito degli organismi di mediazione, e in particolar modo quelli istituzionali, debba essere quello di offrire una mediazione di qualità e convincere che questo è uno strumento su cui imprese, professionisti e privati possono scommettere. Bene, bravi, continuate così.

Terzo evento, ma solo cronologicamente, l’incontro tra magistrati, avvocati e mediatori svoltosi a Monza e organizzato dalla Camera di commercio di Monza e Brianza, dal locale Ordine degli Avvocati e dalla Camera Arbitrale di Milano (che la Settimana della conciliazione, quest’anno, l’ha festeggiata … in trasferta). L’occasione del confronto, offerta dal progetto europeo Mediation meets Judges, è stata sfruttata in modo eccellente da tutti. I magistrati hanno illustrato le ragioni che li hanno spinti a costruire alcuni provvedimenti finalizzati a spingere le parti a tentare la mediazione. Si è parlato, in modo particolare, di alcuni modelli di provvedimento, mutuati dall’esperienza di altri Tribunali, che con il tempo potranno essere arricchiti da altre considerazioni e dall’esperienza concreta. A questo proposito, la partecipazione dei mediatori e di alcuni avvocati alla discussione ha consentito di far emergere altre criticità da superare: perché le parti, talvolta, decidono di non dare seguito all’invito? cosa può fare il mediatore? che tipo di comportamento deve avere il giudice in tal caso? E se, invece, la mediazione prosegue, quali specificità hanno questo genere di controversie?

E’ stata una giornata dove studenti, docenti universitari, professionisti e magistrati si sono confrontati sulla mediazione. Una cosa che, a distanza di anni dall’introduzione del D.Lgs.28/2010, dovrebbe essere assolutamente normale. Chiudo ricordando l’intervento di un avvocato di Monza : “finalmente si parla di mediazione come strumento della giustizia e non solo come previsione di legge”.

2 COMMENTI

  1. “Gutta cavat lapidem”.
    Ma la strada da percorrere è ancora lunga, molto lunga, soprattutto dal punto di vista della conoscenza delle ADR.
    Ne Il Sole 24 Ore del 28.10.2015, pag.44 è stato pubblicato un articolo, a firma di un eminente avvocato, incentrato su mediazione, arbitrato e negoziazione assistita. L’articolo terminava con l’ auspicio : “Sarebbe eccezionale se, un giorno, si potesse scrivere che in Italia, nei casi suscettibili di essere definiti con accordi negoziali, le parti ricorrono così raramente alle corti civili da far ritenere il ricorso a tali corti come Adr!”.
    Ottimo.
    Ma il titolo dell’articolo era “La giurisdizione ‘forense’, chance per l’Avvocatura”. Che l’arbitrato sia “JUS DICERE” nulla quaestio. Che lo siano anche mediazione e negoziazione assistita, ho qualche remora.

  2. Giusto, Giovanni.
    Come la guerra per i generali, così la mediazione è cosa troppo delicata per lasciarla ai soli avvocati.

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