2 Competizione Italiana di Mediazione: and the winner is…

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E’ finita con una mediazione tra Lucia Mondella e il padre di Lorenzo Tramaglino, una controversia dallo sfondo molto… romanzesco. E alla fine hanno vinto tutti.

Il tabellone finale dice che ha vinto la squadra dell’Università di Trento. Veramente molto bravi, con 5 vittorie su 5 incontri, i quattro studenti, Valentina Durante, Federica Marcabruni, Francesco Rizzo e Serena Zambelli, con il loro coach, Alexander Bellini. Sono loro i campioni della 2CIM.

Ma sono tante le persone che hanno”vinto”, seppure in modo diverso, in questa competizione. Magari senza allori, ma tutti hanno il loro diritto di festeggiare.

Ad iniziare dalla squadra di Sassari, finalista alla prima partecipazione, che ha stupito tutti per bravura. La coach, Francesca Cuomo Ulloa, può essere soddisfatte dell’eccellente prestazione di  Lorenzo Cosseddu, Alessandro Dasara, Salvatore Mistretta e Federico Ponti.

Hanno “vinto” anche le due semifinaliste, i due team dell’Università degli Studi di Milano composti da Silvia Berra, Paola Perrone, Roberta Pugliese e Valentina Rostellato . Il loro coach, Alessandro Bossi, oltre all’eccellente preparazione delle due squadre, ha dovuto, letteralmente, raddoppiare gli sforzi per poter fare il proprio lavoro!

Hanno vinto anche gli altri quattro team delle Università di Camerino (coach: Andrea Buti, studenti: Mirko Acciarri, Maria Luisa Caruso, Dario Imperatore e Francesca Mandolesi), E Campus (coach: Patrizia Cipriano; studenti: Alessandra Bellocco, Claudia Diliddo, Pietro Gramaglia e Sergio Scollo), Firenze (coach: Laura Ristori; studenti: Francesco Gadaleta, Anamaria Marin, Matteo Palanti e Jacopo Simoni) e Milano Bicocca  (coach: Mario Dotti; studenti: Giuditta Berti, Daniel Di Pietro, Andrea Moneta e Sabrina Kaceni) vincitori per entusiasmo e sportività nell’accettare verdetti che talvolta hanno assegnato vittorie con scarti davvero minimi.

Una menzione speciale per Firenze che, seppure fuori dalle semifinali, è risultata prima in classifica come quantità di voti ricevuti, segno di una preparazione di livello particolarmente elevato.

E’ stata anche la vittoria di chi, all’interno delle università, parla di mediazione costantemente ovvero i professori e ricercatori che hanno spinto le squadre a partecipare a questa competizione: Luigi Cominelli, Silvana Dalla Bontà, Filippo Danovi, Federico Ferraris, Maria Antonietta Foddai, Maria Pia Gasperini, Damiano Marinelli e Paola Lucarelli.

Ma come, hanno vinto tutti? Sì, in questo caso sì. La CIM non è una competizione come tutte le altre. E’, anche e soprattutto, una festa, è un’occasione per fare cultura della mediazione e creare un dialogo tra studenti universitari, professori, mediatori e professionisti. E’ anche un pretesto per guardare la mediazione nella sua pratica concretezza, per confrontarsi ed aprirsi ad altri punti di vista, per capire che l’Italia può essere un posto splendido per “fare mediazione”.

Quest’anno la CIM è stata arricchita da due workshop, entrambi apprezzati, che hanno messo a confronto docenti e studenti sulla sfida di strutturare percorsi di studio della mediazione e dell’ADR all’interno delle università italiane. Davvero interessanti gli spunti emersi, da approfondire quanto prima.

Da parte del Comitato Organizzatore della 2CIM un grazie a tutti coloro che si sono prodigati per la buona riuscita dell’evento, dagli autori dei casi ai giudici e ai mediatori.

 

2 COMMENTI

  1. Unisco le mie personali congratulazioni per l’ottima riuscita della manifestazione. Bisogna riconoscere che il brain-power combinato di Università e Camera Arbitrale è riuscito anche quest’anno a stimolare studenti, mediatori e cultori della materia. L’intero programma è stato poi impreziosito dai due efficaci workshop, ricchi di testimonianze e di spunti da approfondire, e da divertenti e vivaci occasioni conviviali. Come mediatore in uno dei turni preliminari ho potuto in effetti ricevere un beneficio particolare, interagendo con studenti motivati e professori ispirati. Per due giornate intere non si è parlato di circolari ministeriali, di Cassazione, di ricorsi, di sospensioni. Si è rimessa la mediazione a posto, in una dimensione primigenia, meta-giuridica, scrollandosi di dosso le bardature para-processuali che negli ultimi tempi le sono state caricate sulla groppa. E’ stata quasi la sensazione di chi sale in montagna, quando i polmoni respirano un’aria rarefatta e pura, non sempre a portata di mano in pianura. In definitiva, come diceva qualcuno di cui non ricordo, “non abbiamo alternative all’entusiasmo”.

  2. È stata davvero una bella esperienza e formativa per tutti. Non sempre si ha la possibilità di una full immersion nel mondo universitario e sicuramente questi due giorni mi hanno restituito -ma non credo di essere l’unica- un po’ di entusiasmo ed ottimismo! Credo che iniziative così contribuiscano davvero a fare crescere la mediazione e a far comprendere l’importanza di apprendere un modo diverso per affrontare i conflitti e le controversie. E che dire io spero che seminare una diversa cultura dell’ascolto, in un mondo dove tutto è urlato, possa contribuire in modo contagioso(!) a migliorare le relazioni di tutti noi…

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