Nessuna sospensione per la mediazione

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Certe volte l’entusiasmo gioca brutti scherzi. Come il pallone che colpisce il palo e rimbalza sulla linea di porta. La passione fa vedere al tifoso un goal.

Un goal che non esiste.

Nel pomeriggio del 12 febbraio è accaduto qualcosa di simile quando su internet si è rincorsa la voce di una sospensione del DM180 da parte del Consiglio di Stato. In realtà, come viene chiaramente spiegato qui, non è accaduto niente di tutto ciò. Il Consiglio di Stato ha rinviato gli atti al TAR per una decisione nel merito sulla vicenda ma senza concedere alcuna sospensione.

Alcuni comunicati stampa di associazioni e organizzazioni forensi hanno nel frattempo lanciato la notizia della “sospensione della mediazione” subito ripresa da più di un sito web di informazione. Una non-notizia che probabilmente causerà ancora più confusione nel pubblico e presso gli operatori del settore.

E’ in effetti sorprendente che la polemica “contro” la mediazione sia così accesa da impedire a degli avvocati di leggere con attenzione un’ordinanza.

Speriamo, per il futuro, in maggiore misura e serenità.

 

6 COMMENTI

  1. Questo essere “contro” che arriva a far perdere la capacità di comprendere un provvedimento è sorprendente e non può che lasciare perplessi. Però a me sembra anche un segno di debolezza. Intanto la mediazione cerca di andare avanti , e noi con lei, nonostante questa continua opposizione.

  2. Riassumiamo, con vera e propria indignazione, quello che è successo ieri.

    E’ necessario fare una brevissima premessa, riferita al fatto che al di là delle legittime posizioni personali (siamo – forse – ancora in democrazia), non sia lecito mistificare, soprattutto quando si pretende di rappresentare un’intera categoria, o quando si ricoprono ruoli istituzionali.

    Ciò detto, nella mia enorme ignoranza, mi sembra di ricordare, se non mi sbaglio, che il potere di sospendere o di “annullare” una legge dello Stato spetti alla Corte Costituzionale. O forse l’OUA e l’associazione avvocati romani nella notte hanno cambiato la costituzione? Dato che non credo l’abbiano fatto, ricordo a me stesso che la norma che introduce la condizione di procedibilità è una legge dello Stato (la 98/2013, che ha convertito il Dl 69/2013) e che quindi, in nessun modo, il Consiglio di Stato (che è organo assai serio), avrà mai il potere di sospenderla, e mai si sarebbe sognato di farlo.

    Questo è un dato di fatto, al di là dell’interpretazione dell’ordinanza, che come abbiamo già detto, e come statuito all’unanimità da autorevolissimi colleghi esperti di diritto amministrativo, non ha sospeso un bel niente. In ogni caso, anche volendo assurdamente sostenere il contrario (ma non è così), sarebbe stato sospeso il DM 180/2010, e tra l’altro nella versione – già implicitamente abrogata – precedente alle modifiche effettuate dal D.M. 145/2011, curiosamente mai citato negli atti dei ricorrenti. E questo certamente non causerebbe alcun blocco della disciplina sulla mediazione.

    Quindi, emettere comunicati veramente deliranti, forse volutamente falsi (non possiamo pensare che autorevoli colleghi non conoscano la materia fino a questo punto), dicendo cose come queste: “L’Organismo unitario dell’avvocatura rende noto che, il Consiglio di Stato, dopo aver esaminato l’appello avverso l’ordinanza del Tar Lazio dello scorso dicembre, ha accolto la richiesta di sospensione della disciplina della mediazione obbligatoria proposta dall’Oua” oppure “Da oggi non si deve presentare l’istanza di mediazione per alcun tipo di giudizio” (tipo??), significa mentire sapendo di farlo, per indurre gli avvocati e i cittadini a non depositare istanze. Significa esporre la categoria ad un’ennesima brutta figura; significa umiliare la verità, cosa che un Avvocato non dovrebbe mai fare. Significa, infine, esporsi al rischio di azioni legali per il danno causato a chi nella mediazione, a sue spese visto il regime di volontarietà in cui agiamo attualmente, crede veramente.

    E’ tutto molto triste.

  3. Dopo un periodo di silenzio, ritengo opportuno esprimere una “mia” opinione. Lo faccio su questa vicenda che se non riguardasse una cosa “seria” per tutti i cittadini e, oso dire, la democrazia in questo paese…potrebbe essere archiviata come una battuta da bar dello sport (senza offesa per i circoli ricreativi che hanno nella loro insegna tale dicitura). Senza voler fare di tutta l’erba un fascio, mi chiedo: se è questa la classe forense di questo Paese, e ancora, in quale riforma “seria” della Giustizia e che soltanto Dio sa quanto questo Paese ne ha bisogno, possiamo sperare! 🙁

  4. In maniera un po’ criptica per i non adetti ai lavori (ma non certo per gli autorevoli avvocati amministrativisti che rappresentavano l’OUA!), l’ordinanza del CdS ha deciso quello che in udienza il Presidente aveva già largamento anticipato a voce (posso testimoniare…) : “Non c’è urgenza per la sospensione. Sia il Tar a decidere celermente sul merito (e quindi sulla eventuale sospensione)”.
    Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.

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