Avvocati per la mediazione. Intervista a Lorenza Morello

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Giurista d’impresa, mediatore, formatore, sostenitrice della mediazione su più fronti, compreso quello televisivo (UnoMattina e Vita in Diretta le trasmissioni dove appare di frequente), Lorenza Morello è Presidente dell’associazione Avvocati per la mediazione. In questa veste si è trovata spesso in forte contrapposizione con le posizioni dell’avvocatura. Ha accettato di rispondere alle domande di Blogconciliazione.com

“Avvocati per la mediazione”, un nome importante e un impegno importante, in tempi di sciopero degli avvocati “contro” la mediazione. Da dove nasce la voglia di impegnarsi su questo fronte?

Mi occupo e studio la mediazione da oltre dieci anni, molto in Paesi di Common law e, in quanto allieva di Rodolfo Sacco, padre del diritto comparato, operando una comparazione tra i sistemi giuridici ho constatato, dati alla mano, che il nostro Paese, per non restare anacronistico, non poteva continuare a valutare come unica tipologia di risoluzione delle controversie la lite e il giudizio. Il nome “avvocati per la mediazione” sta inoltre ad indicare che non é vero che tutta l’avvocatura é ostile alla mediazione. C’è anche chi comprende la necessarietà di una “giustizia a molte porte” per dirimere i conflitti.

Le imprese italiane non hanno ancora interiorizzato il ricorso alla mediazione. Solo un problema di informazione o ci sono altre ragioni, secondo te?
Sicuramente la mancanza di informazione é il problema chiave. In tutte le aziende dove si introduce la mediazione e si dimostrano le marginalità alte rispetto ai costi (di tempo e denaro) del giudizio, dati alla mano gli imprenditori optano per la mediazione.

Quali spazi possono esserci, nella mediazione, per un giurista d’impresa?
Sicuramente un buon giurista d’impresa, in quanto ottimizzatore delle risorse aziendali, deve essere un buon mediatore o, quantomeno, conoscere la ratio e i principi dell’istituto.

Nelle relazioni tra cittadini, il ricorso alla mediazione può apparire spesso costoso, magari per una “semplice” lite di vicinato. Come si possono convincere i cittadini che questa è un’opportunità per la quale vale la pena affrontare la spesa?
Semplicemente facendo il paragone con i costi ed i tempi di un giudizio ordinario che, nel nostro Paese, specie per controversie bagatellari, sono davvero sperequati.

Quale futuro vedi per la mediazione italiana?
Un cammino lungo, lento, difficile ma inesorabile. La mediazione è destinata a esistere, ma perché se ne comprenda appieno la bontà e l’efficacia, serve il tempo affinché questa attecchisca sulla popolazione.