Intervista a Alessandro Bruni

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Da dove nasce il tuo interesse per la mediazione e da quando te ne occupi?
Il mio interesse nasce nel 1996 quando ho iniziato a studiare queste materie, successivamente perfezionate con studi all’estero (prettamente USA e UK). Da passione personale, l’interesse per le ADR è divenuto lavoro a tutto tondo, con la gestione e organizzazione della realtà nazionale chiamata CONCILIA, divenuta in quasi 15 anni di attività uno degli Organismi privati che hanno contribuito fortemente alla diffusione teorico-pratica dell’ADR in Italia. Nel 2011 ho portato CONCILIA a divenire socio fondatore di un network di organismi di mediazione ed arbitrato d’Europa (AIA Network of Mediation Centres). In questi anni ho avuto il piacere di scrivere oltre dieci libri sulla materia. Lungo il corso degli anni, poi, sono divenuto membro di alcuni tra i più prestigiosi centri di arbitrato e mediazione del mondo. La mia passione per i progetti europei, inoltre, mi ha portato ad essere nominato più volte Key International Expert o Mediation Process Expert in progetti finanziati dalle Istituzioni comunitarie, anche partecipati da CONCILIA.

Abbiamo letto dell’accreditamento di Concilia come primo organismo di mediazione certificato presso IMI. Puoi spiegare come siete arrivati a questo riconoscimento?L’International Mediation Institute (IMI) è una Fondazione senza scopo di lucro nata nel 2007 come iniziativa di servizio pubblico globale con lo scopo di conferire trasparenza alle procedure ed elevare gli standard di competenza nella pratica della mediazione in tutti i settori e in tutto il mondo. La Commissione Indipendente dell’IMI ha passato al setaccio le credenziali di CONCILIA prima di poterla accreditare come Qualifying Assessment Program (QAP). Tale commissione è composta da nomi prestigiosi nel campo delle ADR provenienti da tutto il mondo. Tale accredito per CONCILIA è stato veramente un bel traguardo che, per primi ed unici in Italia e tra soli 27 nel mondo, abbiamo raggiunto con anni di impegno, dedizione e professionalità, riconosciuti anche a livello internazionale. Questo accredito ci consente, in qualità di “IMI QAP”, di poter aprire ai mediatori esperti la strada per l’acquisizione della certificazione di qualità dell’IMI, come “IMI Certified Mediator”, che personalmente ho ottenuto nel 2009, come secondo di soli tre mediatori italiani certificati sino ad ora.

Qual è il tuo giudizio sull’attuale situazione della mediazione in Italia, considerata la sentenza 272/2012 della Corte costituzionale ma anche le successive riflessioni, culminate nell’intervento dei Saggi?
Nella sostanza, i Giudici Costituzionali hanno confermato la validità dell’impianto normativo su cui si è basata la legge sulla Mediazione Civile. La Corte Costituzionale, infatti, in via di obiter dictum, ha ravvisato che la Direttiva 2008/52/CE non osta, ad opera del legislatore nazionale di qualsiasi Stato membro dell’Unione Europea, ad un recepimento di un modello nazionale di mediazione civile obbligatoria. A livello normativo, quindi, il tentativo obbligatorio di mediazione non comporta violazione di norme costituzionali ed è supportato da numerosi atti anche sopranazionali. E’ palese che la mediazione civile e commerciale, depauperata della sua “forza vitale” (l’obbligo del tentativo di mediazione) ed osteggiata da parte di alcune categorie professionali, stia soffrendo attualmente uno stato di debilitazione e deperimento, come dimostrano anche le ultime statistiche ministeriali. Eppure le stesse statistiche forniscono l’unica valutazione possibile: la mediazione è uno dei migliori comportamenti socialmente utili e virtuosi (come indossare la cintura di sicurezza in macchina e il casco in moto, avere un’assicurazione RC auto, fare la raccolta differenziata dei rifiuti, e così di seguito) che, per quanto anche individualmente vantaggiosi, non vengono solitamente posti in essere in maniera spontaneistica (come CONCILIA, insieme ad altri organismi di mediazione,  ribadimmo quest’ultimo concetto in occasione della redazione della Lettera aperta all’ex Ministro Severino, a cui aderirono lo scorso inverno migliaia di persone). Risultati apprezzabili si sono avuti solo dopo che il legislatore ha previsto forme di obbligo nel tenere quel tipo di comportamenti. La stessa situazione si ritrova nel caso della risoluzione delle controversie civili. In tale ambito, inoltre, è assai significativo che anche chi ha da sempre sostenuto la mediazione come metodo di componimento delle liti fondato interamente sulla volontarietà, recentemente abbia riconosciuto che il meccanismo del tentativo obbligatorio, almeno in taluni ambiti, sia necessario ed insostituibile, anche e soprattutto per creare una cultura della mediazione a 360 gradi. D’altronde, la mediazione puramente volontaria non ha generato risultati apprezzabili in alcun paese al mondo.

I numerosi problemi di qualità registrati nel corso degli ultimi anni dovrebbero indurre il Ministero della Giustizia a fare scelte più restrittive in tema di qualità. Che opinione hai al riguardo?
Come CONCILIA abbiamo già avuto modo di rispondere ad una simile domanda quando il Ministero della Giustizia, nel Libro Verde di gennaio u.s., ha domandato quali fossero i parametri da verificare al fine di individuare il livello di qualità del servizio prestato da un organismo di mediazione. Sono convinto che la qualità passi dall’osservanza ed il possesso di alcuni parametri e requisiti imprescindibili. A mio avviso potrebbero essere, la professionalità ed efficienza organizzativa dell’organismo, la trasparenza nella divulgazione dello strumento della mediazione e nell’esercizio di tutte le attività  di competenza dell’organismo, la correttezza nell’applicazione delle normative, la competenza di tutti i professionisti impiegati (non solo mediatori, ma anche personale di segreteria,  case managers, etc…); la qualità dei servizi offerti, anche e soprattutto nel rispetto dei parametri della concorrenza sleale. A tal proposito, ad esempio, è impensabile che, nello stesso settore “Mediazione civile” (vigilato come qualunque altro servizio vigilato: es. settore delle assicurazioni private regolato e vigilato dall’ISVAP), siano presenti organismi di Mediazione aventi nomi estremamente simili o, addirittura identici. E infine la vocazione intesa come specifico impegno a svolgere esclusivamente attività di mediazione e ADR. Un impegno da prevedere anche in statuto societario o associativo.

Cosa puoi dirci della tua collaborazione con Mediators Beyond Borders?
Mediators Beyond Borders International (MBB) è un’Organizzazione Umanitaria senza scopo di lucro fondata nel 2006 che riunisce mediatori da ogni parte del mondo che, mettendo a disposizione la loro esperienza mediante la collaborazione anche con partners locali, contribuiscono ad accrescere le capacità di gestione e risoluzione dei conflitti e a promuovere, altresì, approcci alternativi nel dare espressione, negoziare, e risolvere differenze etniche, politiche, religiose, sociali o economiche.
Le principali strategie di MBB per promuovere la pace e la giustizia sono i progetti di sviluppo di capacità, che costruiscono la cultura della mediazione su un dato territorio e le capacità organizzative per poterla gestire; progetti di “advocacy”, che promuovono la mediazione in tutto il mondo. MBB offre anche servizi diretti di formazione e coaching nei processi di risoluzione dei conflitti agevolati da terze parti, volti a risolvere i conflitti, ricostruire la fiducia e sanare le relazioni.
Io sono Fondatore e Presidente dell’MBB Italy Professional Chapter (nominato direttamente dal Board Internazionale di MBBI) che ha in animo di diffondere, sostenere e divulgare le attività di MBB in Italia, in Europa e nel mondo, attraverso seminari, convegni, attività dimostrative, etc… Inoltre, al pari dei nostri colleghi americani, partecipiamo a missioni di conflict prevention e conflict management in tutto il mondo. Attualmente MBB è impegnata in Sierra Leone, Nepal, Liberia, Ecuador, Israele, Colombia, e nel progetto di Climate Change dell’ONU. Per questo ultimo progetto sono stato ammesso nel 2009, quale unico mediatore italiano, ai lavori dello United Nations Climate Change Conference di Copenaghen. Attualmente, poi, siamo impegnati in Peace Dialogues in Grecia, dove dovremo ritornare anche ad ottobre prossimo. Come MBB Italia abbiamo già organizzato tre importanti convegni nazionali, a cui hanno partecipato anche relatori internazionali di spicco. Voglio, ricordare, innanzi tutto, la conferenza internazionale ufficiale di presentazione della Sezione Italiana, che si è tenuta a Roma il 9 ottobre 2010, alla presenza di oltre 50 professionisti italiani ed americani. L’anno precedente avevamo organizzato a Lecce un’altra conferenza internazionale alla presenza di oltre 500 professionisti.  A novembre 2010 come MBBI Italia abbiamo patrocinato, insieme al Groupement Europèan des Magistrates pour la Mediation-Sezione italiana, CONCILIA, Avocats Sans Frontiéres-Sezione italiana e la Società Italiana per la Mediazione delle Controversie, un importantissimo convegno partecipato da circa 400 avvocati e giuristi e organizzato dall’Osservatorio del Foro di Cagliari dove, oltre al sottoscritto, abbiamo invitato a partecipare come relatore l’Avv. Maurizio De Tilla (all’epoca patron dell’OUA). Il convegno si intitolava “Processo alla Mediazione”. Voglio da ultimo ricordare che, come MBBI, stiamo organizzando, ormai da oltre un anno, il prossimo Congresso mondiale che si terrà ad Istanbul (Turchia) dal 26 al 28 settembre pp.vv. Per ulteriori informazioni e per divenire soci di MBBI è possibile scrivermi all’indirizzo email concilia@concilia.it

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