Tra segnali forti e possibili proposte di legge

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di Nicola Giudice*

Prima lo hanno detto i Saggi. Poi lo ha ribadito il Ministro Cancellieri. A ruota è arrivata Confindustria, mentre il vicepresidente del CSM Vietti lo ripete da tempo. Si è espresso anche il Primo Presidente della Corte di Cassazione Santacroce. Ieri è infine arrivata anche una Raccomandazione dall’Europa. Non si può dire che manchino i segnali forti a favore di una rinnovata promozione dell’istituto della mediazione.
Quello che non è per nulla chiaro è il come e il quando.
Avremo una mediazione obbligatoria negli stessi termini del D.lgs.28/2010 già noti pre-sentenza? E come si rimedierà ai punti deboli, evidenti a molti se non a tutti?
Oppure si procederà verso l’obbligatorietà di incontri meramente informativi? Sarà possibile pensare ad incentivi alla mediazione, magari da scontarsi dal contributo unificato dovuto per l’eventuale causa successiva? Sarà una riforma a costo zero o in qualche modo lo Stato penserà a qualche piccolo ma importante investimento? E, soprattutto, quando accadrà tutto questo? Quanti organismi di mediazione sono ancora effettivamente operativi ed in grado di offrire un servizio efficiente e di qualità? E, a proposito di qualità, saranno raccolti i molti stimoli trasmessi al Ministero della Giustizia per la redazione di un Libro Verde?
Alcuni operatori della mediazione hanno ragionato intorno a questi ed altri quesiti e si sono esercitati nella redazione di proposte di legge, ricche di interessanti risposte, ovviamente, per ora, solo ipotetiche.

Trovate di seguito il link a tre di queste.

Proposta 1 Proposta 2 Proposta 3

(Può darsi che ve ne siano in circolazione altre. Nel caso, potete riportarle direttamente nei commenti a questo post).

Magari queste proposte non sono tutte condivisibili o percorribili ma tutte sono degne di una lettura per un primo esercizio di democrazia 2.0 applicata alla mediazione. Commenti e controproposte, sempre graditi.

* Responsabile Servizio di conciliazione, Camera Arbitrale di Milano

8 COMMENTI

  1. Questa è la proposta del Comitato ADR & Mediazione:
    http://ltantalo.wordpress.com/2013/05/24/mediazione-la-proposta-di-legge-del-comitato-adr-mediazione/

    In due parole: obbligatorietà solo per l’incontro informativo, con detrazione dei costi dal contributo unificato per l’istante – nulla per l’invitato nella fase obbligatoria; maggiore attenzione alla scelta delle materie (laddove esiste un rapporto da recuperare); rapporto con l’arbitrato; specializzazione del mediatore; migliore disciplina processuale; nessun rapporto tra la proposta del mediatore e il processo, se non nei limiti del 96 cpc

  2. Ho letto la proposta del Comitato Adr & Mediazione e mi sembra di gran lunga la migliore. Complimenti.

  3. Il CIASU, Centro Internazionale Alti Studi Universitari), consorzio dell’Università degli studi di Bari, in collaborazione con Scuola Internazionale di Alta formazione in diritto del negoziato e dell’arbitrato e la rete ADR IN ( rete di organismi di mediazione ed enti di formazione), organizza per il prossimo 17 giugno a Bari un workshop in cui si approfondiranno le varie proposte di riforma al decreto 28/2010. Il workshop intende dare una continuazione e un maggiore approfondimento a quello tenutosi a Roma il 17 maggio scorso in occasione del convegno di studi “Mediazione e accesso alla giustizia”, anch’esso organizzato dal CIASU, dalla Scuola Internazionale di Alta formazione in diritto del negoziato e dell’arbitrato, oltre che dall’Osservatorio sui conflitti e sulla conciliazione e dalla Università degli studi Roma Tre, in collaborazione con la rete ADRIN. Durante la sessione di studio sono state presentate ed esaminate alcune proposte di legge di riforma del decreto citato presentate da ADR CENTER e dal Comitato ADR e Mediazione. In qualità di direttore esecutivo della rete ADR IN e organizzatrice dell’evento del 17 giugno, Invito gli autori di tutte le proposte pubblicate in questo interessantissimo articolo, a partecipare al worshop, per garantire il confronto delle diverse iniziative il più ampio e condiviso possibile. Presiederà il Prof. Chiarloni dell’Università degli studi di Bari. Parteciperanno docenti universitari di diritto processuale civile dell’Università di Bari. Stiamo lavorando affinché aderiscano a questa iniziativa alcuni onorevoli parlamentari, componenti delle commissioni giustizia della Camera e del Senato, e i responsabili degli ODM della Camera e Commercio di Bari, del Coa di Bari e dell’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Bari. Sono in corso le richieste di accreditamento dell’evento per il riconoscimento dei crediti formativi per la formazione continua. Vi aspetto. Per info contattatemi : giannalisazaccheo@libero.it

  4. Pur con un differente approccio, tutte le quattro proposte sono serie e ben strutturate. L’intento del gruppo di lavoro di cui ho fatto parte (che non si limita ad ADR Center ma vede il prezioso contributo di Resolutia e di diversi magistrati e altri professionisti) è stato proprio quello di avviare una discussione costruttiva tra i vari stakeholders coivolti (avvocatura, magistratura, utenti e organismi). Confronto che purtroppo è mancato prima del varo del D.Lgs. 28/10. In tre delle quattro proposte, l’elemento comune più rilevante è il superamento della “obbligatorietà” come prevista dal D.Lgs. 28/10. Lo svolgimento della procedura di mediazione diventa di fatto volontaria dopo un incontro informativo “obbligatorio”, tra le parti e il mediatore, a costi ridottissimi o di fatto gratuito (se si riesce a trovare i fondi di copertura e farli detrarre dal successivo contributo unificato). Credo che sia una soluzione di buon senso.

  5. Se, all’esito dell’incontro di Bari, riuscissimo a tirar fuori una proposta condivisa da tutto il mondo della mediazione, sarebbe un grandissimo risultato. D’altra parte le proposte si somigliano molto e lo scopo è sicuramente comune. Reitero l’invito di Giovanna: sarebbe anzi auspicabile che ci confrontassimo prima per arrivare al 17 con un’idea di coordinamento.

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