Alla Prima Competizione Italiana di Mediazione vincono gli studenti

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La Prima Competizione Italiana di Mediazione si è svolta ieri a Milano, presso l’Università Statale con la co-organizzazione della Camera Arbitrale di Milano, concludendosi con la vittoria dell’Università di Bologna (foto) sui colleghi dell’Università Bocconi. I due team si sono qualificati per la finale dopo un doppio turno eliminatorio estremamente acceso dove si sono confrontate con le altre università in gara: Camerino, ECampus, Firenze, Padova, Pavia (con due squadre), Trento e i padroni di casa della Statale di Milano.

Il dovuto onore va quindi tributato ai vincitori: Andrea Donini e Marika Ragni, alla docente Chiara Giovannucci Orlandi e alla coach Ana Uzqueda. Bisogna però osservare che i finalisti della Bocconi e molti altri team hanno ben figurato e la possibilità di prevalere (o di qualificarsi per la finale) si è giocata su pochissimi voti di differenza.

Ma il risultato più apprezzabile di questa Competizione è dato dalla somma di entusiasmo, dedizione e serietà che tutti gli studenti hanno profuso in questa iniziativa. Molti mediatori (qui presenti anche in veste di giudici di gara) hanno assistito agli incontri condividendo le emozioni della gara, il cui esito è restato incerto fino all’ultimo istante. Piace pensare che la vittoria vera vada agli studenti italiani che hanno tracciato un solco e aperto la strada ad un nuovo modo di apprendere e studiare, ben poco diffuso in Italia e per la prima volta sperimentato, in aule universitarie, in tema di mediazione.

Invitiamo studenti, mediatori e semplici spettatori che hanno preso parte all’evento a lasciare un commento sulla giornata.

 

 

 

17 COMMENTI

  1. Una manifestazione da ripetere nei prossimi anni e da allargare ad altre università.
    E’ il modo migliore per sensibilizzare i “futuri legali” su come una gestione mediata delle controversie può essere il miglior modo di assistere i propri clienti.
    COMPLIMENTI PARTICOLARI AI VINCITORI!!!

  2. E’ stata un’esperienza davvero coinvolgente ed entusiasmante. Per chi, come me, ha fatto della mediazione la propria passione è stato bellissimo vedere con quale spirito i ragazzi e le ragazze in gara abbiano approcciato la competizione: serietà delle squadre nell’affrontare le simulazioni, grande attenzione da parte dei coach nel prepararli e nel far tesoro dei commenti dei giudici e dei mediatori! Per non parlare dell’entusiasmo degli addetti ai lavori che sono stati parte attiva nella competizione!
    Come in tutte le competizioni che si rispettino ci sono stati dei vincitori, quindi onore all’Università di Bologna, ma grandi e meritati complimenti a tutti i partecipanti che si sono cimentati in qualcosa di nuovo e innovativo per il nostro Paese. Credo che di questa esperienza rimarrà a tutti il ricordo di una bella giornata in cui è stato possibile confrontarsi con tecniche negoziali e strategie differenti per la gestione di una medesima controversia, prendere coscienza dell’utilità della figura imparziale di un mediatore professionalmente competente e, non ultimo, del fatto che ogni mediatore, pur nella propria personale modalità di gestione di ogni singolo incontro, ha, come ultimo scopo, quello di supportare le parti in lite al fine di aiutarle ad addivenire ad una soluzione soddisfacente del conflitto, ristabilendo, per prima cosa, un canale di comunicazione interrotto.
    Grazie a tutti quindi, squadre, coach, team organizzativo, mediatori e giudici di gara per questo bel risultato!

  3. Le parole dell’Avv. Giovanni De Berti, uno degli organizzatori dell’evento, a conclusione della giornata di ieri sono state emblematiche: “Qui oggi è stata scritta la storia”.
    Complimenti ancora a tutti i ragazzi che si sono per la prima volta avvicinati con entusiasmo, dedizione ed umiltà a questo mondo ancora (e purtroppo) poco noto ai molti.

  4. Esperienza bellissima, interessante ed altamente formativa anche per i mediatori. Complimenti agli studenti e a coloro che li hanno seguiti nella preparazione.

  5. Confermo l’entusiamo e la giusta dose di tensione che si respirava, unitamente ad una grande preparazione.

    L’evento – autentico esempio di formazione esperienziale – ha una grandissima efficacia didattica data:

    1) dall’osservazione diretta (che è la prima forma di apprendimento in termini biologio-percettivi)

    2) dal feed-back puntuale che gli studenti ricevono (che è molto più evoluto del “non è preparato, ritorni al prossimo appello…”)

    3) dal poter comparare la propia prestazione con quella degli altri, sui medesimi casi

    4) dalla scia emotiva che il tutto lascia (rafforzando la conservazione dei ricordi e, dunque, della conoscenza acquisita)

    5) dall’incremento della motivazione che ispira: “la prossima volta voglio fare meglio, per rendere di più..”

    Insomma, da rifare 😉

  6. Giornata emozionante. Bene l’organizzazione. Molto bene i mediatori (e non era facile). Sorprendenti gli studenti. Tra le squadre che ho visto mi piace segnalare l’ottima performance oltre che dell’Università di Bologna e della Bocconi anche della squadra di Trento.
    Giornata molto utile nel far comprendere come per assistere una parte in mediazione sia necessario possedere delle skills che vanno allenate, che non sono presenti in automatico nella forma mentis di alcuna categoria professionale e che come tali andrebbero (ri)conosciute.
    Chiedere ai protagonisti per conferma.
    Complimenti.

  7. Sono molto orgogliosa dei due teams pavesi. Anche se non soro arrivati in finale, se la sono cavata benissimo. Sono certa che sia stata per loro (come per me, del resto) una bella esperienza, che spero possa ripetersi il prossimo anno.

  8. L’ evento è stato importantissimo sia per il livello dei partecipanti, sia per la rilevanza degli Enti che lo hanno organizzato. Il diritto è civiltà, soprattutto quanto fornisce ai soggetti strumenti concreti per risolvere e gestire i conflitti. Ed è questa la cultura ” del contenzioso” che dovrà sempre più prevalere. Algiusmi, Associazione degli ex alunni della facoltà di Giurisprudenza dell’ Università degli Studi di Milano ha patrocinato con entusiasmo questo esperimento e invita tutti gli interessati a visitare il proprio sito http://www.algiusmi .it in attesa di organizzare altri eventi formativi in materia di mediazione
    La segreteria Algiusmi
    Avv. Cristina Arianna

  9. Ottima iniziativa divertente ed interessante. Complimenti agli organizzatori e a tutte le squadre che hanno partecipato. A quando la prossima?
    Francesca

  10. A caldo, il primo commento è: Bellissima esperienza. Sicuramente un grazie immenso va agli organizzatori, alla loro voglia di trasmettere la cultura della Mediazione ed un grazie altrettanto immenso ai nostri ospiti che ci hanno accolto con gentilezza e garbo. La tensione, c’era, era con noi, giustamente perché esisteva la parte della competizione, comunque è stata stimoltante, la giusta dose; la bellezza del confronto è risieduta, per me, nella possibilità di imparare sempre e comunque, di poter rendersi conto delle tante e affascinanti interpretazioni dell’essere mediatori, e di quanto, pertanto, anche la nostra mediazione sia fonte ancora di tantissimi arricchimenti, per tutti. Solo nel confronto, nell’esperienza diretta, si possono cogliere tutte queste sfumature, sfaccettature e capire che possiamo imparare e crescere. Esperienza sicuramente da ripetere! Mi sono rimaste impresse a fuoco nella mente le parole: “Siamo alla Prima Competizione sulla Mediazione… e noi potremo dire: io c’ero!” Grazie! Raffaella Verga

  11. E’ stata un’esperienza bellissima, formativa e gratificante allo stesso tempo. Prima di partecipare alla competizione conoscevo l’istituto della mediazione soltanto a livello normativo e ne avevo un’idea piuttosto giuridicizzata.
    Mi sono dovuta ricredere: ho imparato che si tratta di uno strumento capace di innescare tutte le espressioni più belle e “alte” della persona nei suoi rapporti sociali.
    Per questa lezione di vita voglio ringraziare la Prof. Chiara Giovannucci Orlandi che mi ha convolto in questa iniziativa ed è stata il collante per lo spirito di squadra, ma anche, ovviamente, gli allenatori Ana Uzqueda e Moris Facchini, a cui vanno tutti i meriti della vittoria, per essere stati veri maestri capaci di trasmettere la passione e le competenze della loro arte.
    Grazie agli organizzatori per averci offerto questa opportunità.

    Marika

  12. Bravissimi! Bellissima esperienza anche dall’esterno. Un plauso a chi si è adoperato per la realizzazione dell’iniziativa.

    Bravi e alla prossima.

    Paolo Pandri

  13. Anch’io desidero ringraziare gli organizzatori e gli ospiti per la giornata formativa.
    Le mie esperienze provengono dall’esercizio della professione di avvocato e di mediatore; alla manifestazione ho partecipato in veste di giudice e di mediatore.
    Per me è stata interessante e formativa la manifestazione consapevole dei partecipanti di un atteggiamento collaborativo, espresso nella sua efficacia, per raggiungere i propri obbiettivi nella soluzione della controversia.
    La loro fresca disponibilità è il valore che colgo dalla competizione, il frutto che puòfarsi connotato di una professione.
    I casi proposti mi sono sembrati ben strutturati in considerazione della durata limitata ad un’ora della prova e del margine di soli cinque minuti, per ogni parte, per eventuali sessioni separate.
    A mio avviso, in considerazione di questa distribuzione del tempo i partecipanti potranno migliorare nell’esplicitazione dei propri interessi già nella sessione congiunta e nell’esplorazione degli ambiti di interesse altrui. Come giudice, disponendo delle istruzioni private, osservo che alcune informazioni non sono emerse durante l’incontro, sebbene esse fossero potenzialmente utili per lo sviluppo di soluzioni negoziali possibili. Anche i mediatori potranno facilitare i partecipanti in questo compito, in modo da potenziare le capacità negoziali espresse.
    Ambiti di miglioramento per la competizione e per ogni professionista nella realtà.
    Grazie per l’opportunità di riflessione in una cornice molto gradevole.

  14. Bellissima iniziativa e meravigliosa esperienza.
    Ho partecipato come mediatrice e come spettatrice. Bravissimi i ragazzi che si sono cimentati con un mondo a loro poco noto e una prova difficile. Sono rimasta molto colpita dalla loro preparazione, dalla loro sicurezza, dalla capacità di mettersi in gioco e calarsi nella parte, dalla proprietà di linguaggio e abilità nel costruire strategie,nel ricercare possibili canali di comunicazione e nell’essere attenti a chi avevano difronte.
    Spero che questa prima competizione diventi un appuntamento per ogni anno futuro e sempre con maggior partecipazione. Bravissimi tutti!

  15. OSSERVAZIONI SULLA 1° COMPETIZIONE DI MEDIAZIONE ITALIANA
    – MILANO IL 27 FEBBRAIO 2013 –

    Laura Felisati (nel ruolo di “parte”), Marta Deiana (nel ruolo di “avvocato”) e Michele Romanelli (nel ruolo di”allenatore”)
    Squadra dell’Università di Padova – Master in Mediazione (http://mastermediazione.psy.unipd.it/index.php)
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    L’iniziativa organizzata dalla Camera Arbitrale di Milano, in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano, ha rappresentato – per noi come squadra del Master in Mediazione dell’Università di Padova – un’occasione di incontro e confronto. Alla giornata erano presenti diverse realtà Accademiche italiane (9 Università!) che – in vari livelli della formazione, universitaria e post – si occupano/trattano di mediazione e hanno potuto mettere in campo gli strumenti, acquisiti e padroneggiati nel corso dei rispettivi iter formativi, “testandoli” nel confronto e nell’interazione con quanti erano presenti. Due elementi questi (il confronto e l’interazione) che connotano l’evento in termini di utilità e necessità, questo per le ricadute che si possono avere sia in termini formativi, sia di promozione della cultura della mediazione. Ergo, un “buon banco di prova” rispetto al quale – nel pieno della riconoscenza e certi (comunque) della buona riuscita di questa prima edizione – offriamo un contributo mettendo in luce – come occasione generativa e di riflessione – aspetti critici, punti di forza e (non per ultime) delle proposte.
    Rispetto ai primi, il titolo della competizione ci ha fatto da subito pensare che lo sguardo con cui i partecipanti fossero impegnati fosse quello del mediatore e, dunque, che le competenze in oggetto fossero quelle di rappresentare come le parti si comporterebbero nell’interazione governata dal mediatore. Non era, dunque, immediatamente comprensibile la richiesta di rappresentare competenze di negoziazione e conciliazione che fossero indipendenti dall’operato del mediatore (e men ce meno quelle di “mediation advocacy”). Quanto osservato come “occhio esterno” permette infatti di dire che le parti erano già nelle condizioni di gestire attraverso vie di compromesso la controversia in autonomia e che, conseguentemente, la presenza del mediatore non abbia avuto un ruolo “chiave” nell’innescare un processo in questo senso; in quanto, per l’appunto, già innescato e portato avanti dalle parti stesse.
    Rispetto ai secondi, compreso il passaggio precedente, e dunque che oggetto della competizione erano le disposizioni negoziali delle parti e le competenze nel costruire proposte che potessero tutelare i propri interessi, ma al contempo riconoscere gli interessi dell’altra parte; per i requisiti richiesti ai partecipanti (chi rappresentava l’avvocato doveva essere studente in giurisprudenza), rivela gli intenti ed è nelle condizioni di partecipare alla costruzione di un “nuovo” modo di concepire la professione forense e la generazione di una cultura della conciliazione di cui gli operatori del diritto del futuro potranno farsi promotori. Cionondimeno, e di questo ne siamo fermamente convinti, la mediazione ha da trovare un suo spazio operativo (e questo può e deve accadere!) al di fuori delle cornici del diritto, per poterne essere davvero strumento di supporto e coadiuvo a quelle che sono le criticità che quest’ultimo incontro (vedi l’inefficienza e le criticità connesse alle risposte che esso offre).
    In virtù di quanto detto, riteniamo che si sia trattata di un’occasione assolutamente da replicare ed arricchire, a partire proprio dal contributo che ciascuna delle Università partecipanti alla prima edizione potrà offrire nell’organizzazione della seconda edizione. Alcuni spunti:
    – pensare ad un “incrocio di competizioni” (mettere in luce sia le competenze di “mediation advocacy” che a quelle di mediazione vera e propria);
    – dedicare spazio al confronto e alla discussione rispetto alla conduzione delle simulazioni (ad esempio trasformando la struttura della competizione in laboratori in cui, a simulazione conclusa, le squadre e il mediatore hanno del tempo per lavorare sul caso e sul come è stato gestito il processo, potendo quindi sperimentare anche come differenti modi di interagire e differenti domande conducono ad esiti diversi).
    Buona mediazione a tutti!

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