La mossa del cavallo… in mediazione

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L'avv. De berti durante il suo intervento
L’Avv. De Berti rappresenta il conflitto con gli scacchi

Il 4 e 5 giugno u.s. si è tenuto a Lubiana il  14° Forum Mondiale dei Centri di Mediazione, organizzato dall’Union Internationale des Avocats (UIA). Il Forum è stato creato nel 2001 dalla commissione mediazione dell’UIA con lo scopo di riunire periodicamente i più importanti centri di mediazione del mondo per condividere esperienze e sviluppare progetti comuni.
Il programma del Forum è stato quanto mai variegato. Accanto alle tematiche “canoniche” come l’utilizzo di esperti in mediazione, l’implementazione della Direttiva EU 52/2008 in diversi contesti e la mediazione in campo societario, si sono svolti temi originali,  quali ad esempio l’uso “creativo” della mediazione. Si sono così analizzate le tecniche che  sfruttano alcune conoscenze relative ai  meccanismi di  funzionamento del cervello.
Su questo ultimo punto è possibile accedere liberamente alla presentazione di Jeremy Lack e François Bogacz  al seguente link: www.altenburger.ch/uploads/tx_altenburger/jl_fb_2010_The_social_brain_during_mediation.pdf
Tra le varie tecniche creative a disposizione del conciliatore, particolarmente originale è apparsa quella dell’utilizzo degli scacchi, illustrata dall’Avv. De Berti, speaker all’evento (vedi foto) per chiedere alle parti di rappresentare e riassumere visivamente (non verbalmente come di solito avviene!) il conflitto. Come vedono le parti il conflitto? In che posizione si sentono  l’una rispetto all’altra? Quale potrebbe essere la prossima mossa dell’altra parte? Qual’è il loro prossimo obiettivo?
Sempre ispirato alla visualizzazione del conflitto, un altro metodo che è stato analizzato è quello di chiedere alle parti di rappresentare graficamente la loro disputa: come si vede l’altro, come lo si rappresenterebbe in un disegno ecc.
Le metodologie o tecniche sopra richiamate hanno lo scopo di aiutare le parti ad individuare i loro interessi e bisogni, a osservare da diverse prospettive il problema, ad individuare se c’è qualcosa che condividono, nell’ottica di lavorare insieme su quel quid comune.
Questi aspetti della mediazione che per alcuni possono sembrare folcloristici o stravaganti e che, per molti, ne rappresentano invece l’essenza, sono forse  utili per segnare ancora una volta quanto l’approccio alla mediazione debba essere diverso rispetto al modo in cui si affrontano altri (più usati) metodi di risoluzione delle controversie e quanto peculiare sia la professionalità del mediatore.
Resta da chiedersi quanto questa mediazione abbia a che vedere con proposte e obblighi procedurali.

Avv. Daniela Morante