Conciliazione e telecomunicazioni

3
667
Foto Google immagini
Foto Google immagini

Le peculiarità della cosiddetta “conciliazione CORECOM” rispetto allo schema tradizionale, ne fanno un modello differente o si tratta di pragmatica declinazione dello stesso “DNA”? Lo schema di decreto legislativo sulla mediazione attualmente al vaglio del Parlamento propone l’obbligatorietà del tentativo di conciliazione per alcune materie: il modello CORECOM è quindi servito da apripista?

Questi, alcuni dei quesiti che saranno oggetto dell’incontro dal titolo La conciliazione delle controversie nelle telecomunicazioni tra volontà delle parti e obbligo normativo. L’esperienza del CORECOM Lombardia” che si terrà il 27 novembre 2009 presso il Palazzo Pirelli in Via Fabio Filzi 22 – Milano.

3 COMMENTI

  1. scusate ma se avviamo la conciliazione per materie riservate e previste in ogni impresa, non creiamo lavoro, quanto piuttosto lo sottraiamo agli avvocati
    è fuor dubbio che ciascuna impresa si preparerà il proprio conciliatore

  2. Caro Luciano credo che tu stia confondendo il piano giurdico da quello tecnico che pure, ad onor del vero, informa le tecniche di redazione di una legge. Ne avremo modo di parlare al prossimo incontro al quale ti consiglio vivamente di prendere parte.
    Saluti a casa 😉 Roberta

  3. Le aziende non dovrebbe un “proprio” conciliatore. Il conciliatore è un terzo neutrale, per definizione. Piuttosto è vero che le imprese dovranno avere al proprio interno personale specializzato nella gestione delle liti e, particolarmente, nel partecipare agli incontri di conciliazione. Le imprese del mercato telefonico, sotto questo profilo, hanno iniziato a muoversi ma certo il lavoro da fare è ancora molto.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here