Approvato schema di decreto legislativo di attuazione della L.69 del 2009

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Martedì 28 ottobre il Governo ha approvato lo schema di Decreto Legislativo di attuazione della Legge 69 del 2009 in materia di conciliazione.

Il testo è stato inviato alle commissioni giustizia di Camera e Senato per i necessari pareri. Il Ministro Alfano, nella conferenza stampa, ha dichiarato che entro 90 giorni il Decreto Legislativo sarà effettivamente prorogato. Non è stato ancora diffuso il testo ma una presentazione dei principali contenuti sono desumibili dalle slides diffuse dallo stesso Ministero. è stata confermata l’anticipazione che del tentativo obbligatorio di conciliazione in materia di condominio, locazione, risarcimento del danno derivante da responsabilità medica e contratti assicurativi, bancari e finanziari.

Schema del decreto legislativo

Visualizza la conferenza stampa del Ministro Alfano

Scarica le slides dei principali contenuti

6 COMMENTI

  1. Sebbene le slides rese pubbliche non siano sufficienti per formulare un’impressione compiuta sul nuovo provvedimento, sembrerebbe che il legislatore sia intenzionato ad estendere lo schema della conciliazione societaria in via generale ad ogni controversia civile avente ad oggetto diritti disponibili, tramite un tentativo di conciliazione obbligatorio, nelle citate materie, e volontario nelle altre.
    Particolarmente significativa appare essere l’introduzione della conciliazione delegata, peraltro già oggetto, in via sperimentale nell’ambito del Distretto di Corte d’Appello di Milano, del Progetto Conciliamo.

  2. mi chiedo se a questo punto chi ha già partecipato al corso di formazione per conciliatore professionista, avrà la possibilità di proseguire la propria formazione presso le camere di commercio o gli ordini professionali, a parte la partecipazione a conferenze, certamente interessanti, come la recente “da avvocato a avvocato”.

  3. Qualcuno ha sostenuto che con il decreto sulla conciliazione obbligatoria verrebbe meno l’obbligatorietà di quella in materia giuslavoristica.
    E’ vero?

  4. Rispondo al collega Giuseppe Anfoli portando alcuni dati statistici rinvenuti con una ricerca sul web oltre alla lettura della rivista LAVORO e impresa, della quale faccio parte come membro del comitato scientifico.
    Dati alla mano durante il 1999/2000 (fonte ARAN) neanche il 3% delle controversie di lavoro del pubblico impiego è stato definito con la conciliazione.
    Ben vero la via di ricercare in alternativa al giudice togato forme alternative di giurisdizione è proseguita, per forte impulso del sindacato, con la sottoscrizione il giorno 23/1/2001 del CCNQ in materia di conciliazione ed arbitrato nella P.A.
    Come consiglio nella mia ultima nota la scommessa è stata importante. Ma resta preferibile come alternativa alla giustizia ordinaria l’arbitrato.
    Non vedo la necessità di creare lacci e lacciuoli per snellire la macchina giudiziaria, che, al contrario dovrebbe farsi carico dei procedimenti e risolverli in tempi brevi.
    Spero di essere stato di aiuto e saluto ossequoiosamente i colleghi.

  5. sul fatto che la conciliazione non possa risolvere i problemi della giustizia ordinaria, credo che siamo tutti d’accordo. anche il fatto di rendere obbligatoria la conciliazione può essere controproducente, come appunto avvenuto in sede di diritto del lavoro. credo comunque che questa novità legislativa possa essere una occasione per far conoscere la conciliazione a molti avvocati e soprattutto far capire i vantaggi che la stessa può portare al sistema giustizia. se si cogliesse questa opportunità, credo che la professione legale ne sarebbe avvantaggiata sotto tutti i punti di vista.

  6. Il conciliatore sara’ una nuova figura, dislocata dai canoni dell’avvocatura, essendo anche aperta a non avvocati, quindi per me che non sono avvocato e che sto’ partecipando ad un corso di formazione per conciliazione e una grossa oppurtunita’ futura di lavoro.

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